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Chiesa Sant'Andrea e Gregorio al Celio - Roma

La chiesa di Sant'Andrea e Gregorio al Celio, conosciuta anche  come San Gregorio Magno al Celio, si trova sull'omonimo colle, di fronte al Palatino ed accanto al Circo Massimo. Nel VI secolo papa Gregorio I, di famiglia Anicia, costruì dall'altra parte del Clivus un monastero, in cui visse a lungo, e nel 575 una piccola chiesa dedicata a sant'Andrea, e per questo veniva chiamato monastero di Sant'Andrea. Dopo la morte di Gregorio Magno il monastero fu abbandonato. Papa Gregorio II (715-731) fece ripristinare il monastero e costruire l'edificio attuale. Nel 1633 il cardinale Scipione Borghese fece costruire il portico e la facciata su progetto di Giovanni Battista Soria. Nel 1725 la chiesa fu nuovamente restaurata in base ai progetti di Giuseppe Serratini e di Francesco Ferrari. Un altro restauro fu effettuato nel 1830.
 
L'aspetto attuale è quello conseguente all'intervento di Giovan Battista Soria nel 1629-1633 mentre l'assetto interno è quello dovuto all'opera di Francesco Ferrari (1725-1734). Davanti alla chiesa si trova una lunga scalinata che sale da Via di San Gregorio, la strada che separa il Celio dal Palatino. La facciata principale introduce ad  un cortile porticato sul quale si affaccia la chiesa vera e propria con una seconda facciata. Il portico ospita alcune tombe che inizialmente si trovavano all'interno e che furono spostate qui quando il cardinale Borghese fece costruire il portico.
 
La chiesa segue la tipica pianta basilicale, con una navata centrale divisa da quelle laterali da dieci antiche colonne di granito e da pilastri. Il pavimento cosmatesco è del XIII secolo; il soffitto è ornato da un affresco di Placido Costanzi. La decorazione comprende gli stucchi di Ferrari (c. 1725). Sopra l'altare maggiore si trova una "Madonna con i santi Andrea e Gregorio"  di Antonio Balestra (1734). Il secondo altare sulla sinistra ha la Madonna in trono con Santi e Beati della famiglia Gabrielli di Gubbio, celebre opera di Pompeo Batoni (1739). Alla fine della navata, l'altare ha un bassorilievo di Luigi Capponi. In fondo alla navata sinistra si trova la Cappella Salviati, su progetto di Francesco da Volterra e terminata da Carlo Maderno nel 1600: include un antico affresco rappresentante la Madonna che secondo la tradizione parlava a san Gregorio, ed un altare di marmo di Andrea Bregno ed allievi (1469).
 
A sinistra della chiesa, stretti intorno ad un giardino, ci sono tre oratori commissionati dal cardinale Cesare Baronio all'inizio del XVII secolo, a memoria del monastero di san Gregorio. L'area dei tre oratori comprende anche i resti della Biblioteca di Agapito e alcune sottostrutture del periodo dell'Impero romano che forse sono semplicemente delle tabernae, ma uno di questi locali mostra caratteristiche che vi hanno fatto ipotizzare un punto d'incontro dei primi cristiani ed una vasca battesimale. L'Oratorio di Santa Barbara: qui si trova anche il famoso cosiddetto triclinium, dove San Gregorio di persona serviva ogni giorno il pranzo a 12 poveri di Roma, la mensa pauperum. L'oratorio centrale di Sant'Andrea ha affreschi della Flagellazione di sant'Andrea del Domenichino, restaurato da Carlo Maratta; un Santi Pietro e Paolo ed un Sant'Andrea al Tempio di Reni.
Situato sulla destra, l' Oratorio di Santa Silvia è dedicato alla madre di Gregorio è probabilmente è situato sopra la tomba della santa. La statua di Santa Silvia è di Nicola Cordieri e fu eseguita con la supervisione di Michelangelo.

Ultima modifica:
19/02/2016 - 12:42