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Ufficio per le attività del commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti

Il Commissario presiede il Comitato di solidarietà che ha funzioni di coordinamento delle iniziative di solidarietà e sostegno alle vittime.

 

Il Commissario Prefetto Raffaele Cannizzaro

 

L'Ufficio per le attività del Commissario per il coordinamento delle iniziative di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti è alle dirette dipendenze del Commissario e in particolare cura:

  • i rapporti con le amministrazioni e gli enti interessati operanti nel settore della solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso e dei reati intenzionali violenti;
  • il coordinamento delle iniziative di solidarietà e sostegno;
  • i rapporti con le vittime e con le loro associazioni esponenziali;
  • la predisposizione e la realizzazione del programma annuale di informazione;
  • l'Ufficio relazioni con il pubblico;
  • la relazione annuale sull´attività svolta dal Comitato di solidarietà e sulle questioni più rilevanti affrontate nel corso dell´anno, con eventuali proposte di modifica della normativa vigente;
  • la formulazione di proposte al Ministro dell´Interno per eventuali modifiche e integrazioni alla disciplina normativa;
  • la relazione periodica al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dell´Interno sull´attività svolta;
  • il contenzioso e rappresentanza in giudizio.

Per effetto della legge 7 luglio 2016, n. 122, modificata dall’art. 6 della legge 20 novembre 2017, n. 167 sono state attribuite al Comitato di solidarietà per le vittime dei reati di tipo mafioso e, quindi, al Commissario che lo presiede, nuove specifiche competenze in materia di “Vittime dei reati intenzionali violenti”. In particolare:

  • Il Comitato è stato investito di funzioni decisionali aggiuntive circa il riconoscimento di misure economiche di ristoro dei pregiudizi subiti dalle vittime in conseguenza dei suddetti fatti criminosi (c.d. “indennizzo”);

  • gli oneri relativi alla nuova attività gravano sul Fondo già istituito presso il Ministero dell’interno dalla richiamata legge n. 512/1999, in ideale analogia all’attività di tutela rafforzata svolta nell’interesse delle vittime della mafia;

  • l’indennizzo è elargito in favore della vittima di un reato doloso commesso con violenza alla persona e comunque del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (il c.d. caporalato) per la rifusione delle spese mediche e assistenziali, salvo che per i reati di violenza sessuale e di omicidio, a favore delle cui vittime ovvero degli aventi diritto, esso è comunque elargito anche in assenza di spese mediche e assistenziali.

ORGANIZZAZIONE

 

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