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Direzione centrale degli Affari dei Culti e per l’Amministrazione del Fondo Edifici di Culto

Prefetto vacante

 

La Direzione Centrale per gli Affari dei Culti vigila sulla concreta osservanza dei princìpi contenuti negli articoli 3, 8 e 19 della Costituzione e delle normative vigenti, ordinarie e speciali, in materia di libertà religiosa e di regolamentazione dei rapporti Stato-Confessioni religiose, al fine di rendere effettivo il diritto alla libertà religiosa.
In questo ambito si colloca il lavoro svolto dall’Osservatorio sulle politiche religiose, che rappresenta una delle prioritarie funzioni assegnate, con D.M. 28 dicembre 2001 e successive modifiche, alla direzione centrale - Ufficio politiche dei culti e relazioni esterne. Nato con lo scopo di esaminare ed approfondire le realtà dei culti diversi dal cattolico in Italia e la conoscenza del fenomeno religioso e delle sue delicate implicazioni, svolge compiti di studio e di monitoraggio delle realtà religiose presenti nel Paese e delle problematiche ad esse connesse.
La direzione partecipa, anche, ai vari consessi internazionali, a cui l’Italia aderisce, dove la tematica della libertà religiosa è particolarmente sentita rappresentando uno dei fondamentali principi posti alla base della dignità umana.
La direzione, si articola in due grandi aree, destinate: l’una alla cura degli Affari del Culto Cattolico e l’altra degli Affari dei Culti Acattolici.
 
Culto Cattolico. I rapporti con la “Chiesa” assumono carattere di particolare importanza non soltanto per il ruolo che essa riveste nella cultura storico-religiosa del nostro Paese, ma anche perché costituiscono oggetto della garanzia prevista dall’art. 7 della Costituzione. Originariamente regolati con il Trattato ed il Concordato del 1929, i rapporti Stato-Chiesa hanno trovato nuova definizione negli Accordi del 1984. Sotto l’aspetto amministrativo l’attività della direzione si sostanzia nel riconoscimento giuridico degli “enti ecclesiastici”, nonché dei loro mutamenti (trasformazioni ed estinzioni). Di particolare interesse sono i provvedimenti di nomina dei Consigli di Amministrazione delle fabbricerie, organismi di origine antichissima che hanno il compito di provvedere alla manutenzione ed ai restauri delle chiese cui sono preposte. Le 28 fabbricerie esistenti sono tutte collegate a Chiese di rilevante interesse storico o artistico.
 
Culti Acattolici. Il settore va assumendo sempre maggior rilievo in stretta correlazione con l’aumento dei flussi migratori, che comportano il proliferare di nuove religiosità. Il riconoscimento giuridico degli enti di culto diverso dal cattolico, ad eccezione degli enti appartenenti a confessioni che hanno stipulato le suddette “intese” ex art. 8 della Cost., è ancora oggi disciplinato dalla cosiddetta normativa sui culti ammessi risalente agli anni 1929/1930. In conseguenza dell’aumentato pluralismo religioso sono sempre di più le associazioni che chiedono il riconoscimento della personalità giuridica quali enti di culto, anche se la personalità giuridica non costituisce un requisito necessario ai fini dell’espressione del culto in forma associata. Nel settore dei culti acattolici altra attività di rilievo è quella relativa all’approvazione della nomina dei ministri di culto degli enti che non appartengono a confessioni che hanno stipulato intese con lo Stato. L’approvazione governativa non è diretta ad attribuire rilevanza giuridica alla nomina del ministro di culto, ma solo a consentire allo stesso di compiere atti produttivi di effetti giuridici come il conferimento dell’efficacia civile al matrimonio religioso.

Il Fondo edifici di culto (FEC), istituito dalla legge 20 maggio 1985, n. 222, attuativa dell’Accordo del 1984 tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, ha come finalità la conservazione, la manutenzione e la tutela del proprio patrimonio, costituito principalmente da edifici di culto di grandissimo pregio storico, artistico, religioso e culturale, e dalle opere d’arte ivi custodite.

Nel patrimonio del FEC sono confluite le proprietà del Fondo per il culto e del Fondo di beneficenza e religione nella città di Roma, nonché di altre Aziende speciali di culto, organismi tutti istituiti con le diverse leggi eversive dell’asse ecclesiastico della seconda metà dell’800.

Il FEC ha quale rappresentante giuridico il Ministro dell’interno, coadiuvato da un Consiglio di amministrazione. La gestione del patrimonio è attuata per mezzo della Direzione centrale per l’amministrazione del Fondo edifici di culto, articolazione del Dipartimento per le libertà civili e l’Immigrazione.

Secondo il dettato della legge 222/1985 (regolamento approvato con d.p.r. 33/1987) , compito istituzionale del Fondo, e quindi obiettivo principale della Direzione centrale, è la conservazione, restauro, tutela e valorizzazione degli edifici di culto di proprietà (art. 58). Per la realizzazione di tale obiettivo, la Direzione centrale si raccorda con l’intervento del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con quello del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, cui la legge affida la progettazione e l’esecuzione delle opere edilizie e di restauro.

Le risorse necessarie per l’attività descritta sono ricavate in primo luogo dall’amministrazione del patrimonio fruttifero che il Fondo possiede: appartamenti, negozi, fondi rustici. Altre risorse provengono da un contributo statale. Infine, sono utilizzati contributi di privati per mezzo di contratti di sponsorizzazione.

Gli edifici di culto, con le loro pertinenze (fra le quali gli oggetti mobili, come le opere d’arte e gli arredi sacri), dopo il puntuale accertamento dei relativi diritti di proprietà in capo al FEC, sono concessi in uso gratuito ai soggetti indicati dall’Autorità ecclesiastica, per l’ufficiatura e le attività pastorali.

Nel campo della valorizzazione il FEC si fa direttamente promotore di pubblicazioni e mostre, ma, nello stesso tempo, concede prestiti delle opere d’arte di sua proprietà, richieste da terzi per l’organizzazione di esposizioni nazionali ed internazionali. Nel medesimo ambito, per la valorizzazione del proprio patrimonio,che comprende anche la documentazione storica, ha concluso convenzioni ed accordi particolari con il Ministero dei beni culturali e con Istituzioni culturali di alto profilo scientifico.

E’ possibile proporre sponsorizzazioni a favore delle attività del FEC contattando la Direzione Centrale per l’amministrazione del Fondo Edifici di Culto all’indirizzo e-mail:

fondoedificiculto@interno.it o ai numeri di tel. 06 46547109 - 0646537290

 

ORGANIZZAZIONE

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