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“Rapporto Nazionale quali-quantitativo su i Consigli Territoriali per l’Immigrazione l’Accordo d'integrazione e il Test di lingua italiana”

La Direzione Centrale per le Politiche dell’Immigrazione e dell’Asilo del Dipartimento per le libertà Civili e l’Immigrazione – Ministero dell’Interno – sostiene le politiche dell’integrazione in maniera articolata, differenziando gli interventi in relazione agli obiettivi di contesto con cui si interfaccia. In tale quadro, il continuo impegno nel sostegno e potenziamento dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione, risponde all’esigenza di dotare i territori provinciali di elementi qualificati per la lettura delle realtà locali alfine di sviluppare una visione comune tra istituzioni e parti sociali sulle risposte ai complessi bisogni della contemporaneità. La centralità dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione nella elaborazione di una governance condivisa dell’integrazione, è richiamata molto chiaramente da due Circolari a firma del Capo Dipartimento, l’una del 2009 e l’altra del gennaio 2015.
Coerentemente a tale impegno, nel quadro delle previste attività di potenziamento di questi importanti organi di governo territoriale, volontà specifica del Dipartimento è stata quella di promuovere lo scorso anno uno studio in profondità per comprendere i modelli organizzativi e operativi di tali organismi al fine di utilizzarli al meglio per leggere l’integrazione dei cittadini stranieri nei contesti locali. La ricerca ha confermato come i Consigli rappresentano in sede locale una vera e propria risorsa per risolvere, in sinergia, tra più soggetti istituzionali e non, i problemi connessi al fenomeno migratorio, per promuovere iniziative di integrazione e far pervenire al “centro” le proposte che emergono a livello provinciale.
Lo studio fa emergere, ovviamente, anche difficoltà operative quali quelle legate all’esiguità delle risorse umane, ai frequenti turn-over o alle ricorrenti emergenze per ciò che concerne il fronte delle Prefetture, così come evidenzia le difficoltà legate a speculari problemi di Enti locali, ASL e altri attori territoriali. E tuttavia proprio queste difficoltà confermano la necessità di sostenere percorsi di valutazione condivisa delle emergenze poste dai fenomeni migratori e di pianificazione di azioni sinergiche, ovvero confermano il ruolo centrale che può essere svolto dai Consigli Territoriali, anche alla luce del potenziamento dei percorsi di monitoraggio, a cui il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione ha posto particolare attenzione, che ha consentito di disporre oggi di un nuovo data base in cui sono presenti i dati forniti dalle Amministrazioni centrali così come quelli raccolti dai Consigli a livello territoriale.
Nelle pagine del Rapporto vengono presentati i risultati di questo studio, realizzato dal RTI composto dall’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali e dalla Fondazione ISMU, nell’ambito del progetto “Servizio di sostegno ai Consigli Territoriali per l’Immigrazione nell’attività di monitoraggio delle politiche migratorie e dei processi di integrazione a livello territoriale” (CIG: 51413139B2), finanziato a valere sul Fondo Europeo per  l’Integrazione dei Cittadini di Paesi Terzi 2007-2013.
Il presente rapporto si compone di tre parti. La prima si origina dalle evidenze raccolte, nel 2014, nel corso di un’intervista in profondità con i referenti dei Consigli Territoriali per l’Immigrazione, finalizzata a capire come questi organi di governo territoriale dell’immigrazione funzionano e operano, quali attività realizzano, quali sono le problematiche che incontrano. Completa questa parte un’analisi delle informazioni quantitative, raccolte a margine dell’intervista con il referente, sulla composizione, sulle attività realizzate, sulle modalità operative dei Consigli Territoriali.
La seconda e la terza parte sono invece il frutto di una lettura dettagliata, al 2012, di quei due passaggi fondamentali nei percorsi di inserimento e di integrazione dei cittadini di Paesi terzi, che vedono la Prefettura ricoprire un ruolo centrale per i compiti istituzionali che le sono stati in questo senso attribuiti: si tratta dell’accordo di integrazione, che devono sottoscrivere coloro che per la prima volta presentano una domanda di permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno, e il test di lingua, che devono sostenere coloro che intendono presentare richiesta di permesso di soggiorno CE di lungo periodo. In allegato al testo è presente un cd con un approfondimento statistico sui permessi di soggiorno del 2012, declinati per provincia e per le seguenti variabili: cittadinanza, genere, area geografica, fasce d’età, tipo di pratica, documento di soggiorno, motivo di soggiorno.
Ultima modifica:
08/04/2016 - 14:13